PRIMO CORSO AVANZATO DEL PROGRAMMA “VISTA” IN ITALIA

Ho avuto modo di partecipare per la prima volta al corso, dopo che utilizzo da due anni con ottimi risultati il relativo programma. Ho voluto partecipare per apprendere in modo ottimale molte funzioni che in un corso si apprendono molto più velocemente che non da soli, ma anche per conoscere da vicino il metodo di insegnamento proprio di questo circuito di professionisti americani.

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L’esperienza è stata molto positiva, per diversi motivi.

  • Il programma ha permesso, negli ultimi due anni, al sottoscritto e all’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico sorta presso l’Università Cattolica di Milano, di perfezionare alcune vere e proprie scoperte sulla Psicologia della Testimonianza e su alcuni fattori psicologici (come l’attenzione, la percezione del movimento e della velocità), sui quali verranno presentate nei prossimi mesi alcune pubblicazioni. L’utilità del programma consente infatti nella possibilità di rivedere in modo realistico, con gli stessi tempi della realtà, come accadono gli incidenti stradali e come vengono percepiti.
  • Durante il corso, è stato possibile conoscere le potenzialità della rappresentazione grafica tridimensionale degli eventi, ricostruendo scenari, riportandovi le prove e i dati che caratterizzano l’incidente stradale, un evento ancora troppo inesplorato, proprio perché da noi non si utilizzano programmi come questo. L’utilità della rappresentazione virtuale cinematica tridimensionale è straordinaria sia nella ricostruzione degli incidenti (dove troppi periti e operatori “immaginano” l’accaduto, per poi far seguire formule e conclusioni tecnico-giuridiche spesso ridicole, perché infondate), sia nella rappresentazione dell’evento a scopo didattico e di studio preventivo.
  • Eccezionale e inedita è stata la testimonianza di Mike Grenfield, intervistato e tradotto in italiano dal docente e organizzatore del corso, Ivan Macella. Ha mostrato con immagini e dimostrazioni pratiche come agisca la Polizia americana e in particolare quella di Phenix in Arizona, ove ha operato per quasi trent’anni come detective specializzato nel rilievo degli incidenti; lì, da 15 anni, 220 incidenti mortali ogni anno (rispetto a una popolazione di 1,5 milioni di abitanti) vengono rilevati e ricostruiti da una squadra di sole 15 persone (basterebbero per gli incidenti delle Province di Bergamo e Brescia, per comparare i numeri dei sinistri mortali). Ha mostrato i tempi di intervento: da mezzora a un’ora al massimo per ogni incidente, con 2 soli operatori, uno che percorre la scena criminis con la macchina fotografica, l’altro in un punto fisso a “sparare” con una stazione totale di rilevamento, centinaia di raggi laser con cui vengono fissati e memorizzati i punti identificativi dello stato dei luoghi e delle prove.

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La precisione dei rilievi (necessaria perché negli USA, per un grave incidente stradale si rischiano 15-25 anni di carcere vero, per es. in caso di ebbrezza) è tale che quasi mai sono poi necessarie perizie o lunghi processi.

  • All’incontro di Massa Carrara hanno partecipato per una giornata anche due membri della Associazione Bergamasca Polizie Locali, col loro Presidente Giansandro Caldara, rimasti molto colpiti per non dire entusiasti dell’efficacia del metodo e della semplicità d’uso del programma. Si è parlato della possibilità di emulare l’esperienza americana, sia per creare piccoli gruppi di specialisti delle Polizie Locali, che diventino capaci di intervenire in modo efficace e veloce almeno per i sinistri più gravi, sia per dotare ogni comando di strumenti di grafica e rilievo forense di uso così facile e auto-didattico.
  • L’incontro è stato organizzato dal Presidente della Associazione AICIS che raccoglie oltre 1500 periti assicurativi italiani, alcuni dei quali si occupano anche della ricostruzione degli incidenti e che hanno già partecipato a diversi corsi simili a questo; questa figura professionale ha proprio nel suo statuto e nelle materie dell’esame di stato, il rilievo planimetrico-altimetrico della scena dell’incidente stradale; anche questi professionisti potrebbero affiancarsi alla Polizia nel rilievo degli incidenti, evitando quegli inutili doppioni di risorse umane ed economiche, per cui da noi intervengono prima le forze di Polizia, poi i periti assicurativi, poi ancora i periti ricostruttori per incarico dei Tribunali, e tutti costoro ripetono il sopralluogo e le misurazioni (spesso postume e non precise), mentre i dati di fatto e le prove dovrebbero venir acquisite una volta soltanto.
  • Molti degli allievi del corso erano Geometri; l’uso della stazione totale di rilevamento non li ha sorpresi, è uno strumento ben noto anche da noi; nel rilievo forense abbinato a questo programma, però, esistono funzioni semplificate e finalizzate che lo rendono particolarmente efficace.
  • Una sezione del corso ha riguardato funzioni specificatamente tecniche del rilievo: la ricostruzione delle velocità e dei moti post e pre-urto. L’ultimo giorno, è stato mostrato il filmato di una prova di crash svoltasi a Phenix (con dettagli di immagine inediti nelle analoghe prove europee), e sui dati planimetrici rilevati dalla stazione totale, tutti gli allievi si sono cimentati nella ricostruzione: i dati effettivi delle velocità sono stati ricostruiti da tutti, con un margine di errore medio del 5 %. E’ stato anche mostrato brevemente l’applicativo SMAC, che verrà esposto in addestramento in un successivo corso, atteso da tutti con desiderio, data la sua utilità evidente nella ricostruzione e studio degli incidenti.

 

Un sincero grazie a tutti gli organizzatori, e anche ai partecipanti che hanno vissuto una esperienza di cameratismo davvero rara, con un inizio di scambio di esperienze, ricerche e collaborazioni tra varie parti d’Italia e d’Europa.